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History (Storia) The section deals with history's talks (Sezione dedicata alle discussioni sulla Storia, personaggi, eventi e tutto quello che ci ha reso quello che siamo)

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Vecchio 11-29-2009, 12:09 PM   #1
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Predefinito La nostra Città

Abbiamo più volte parlato di grandi uomini, di imprese e cadute, di imperi e battaglie...ora perchè non diamo uno sguardo alla città o paese in cui viviamo? Sappiamo tutto o quasi di Roma, conosciamo la grande storia di Firenze, ci hanno raccontato di Milano...ma delle piccole città, di quelle che sono cresciute all' ombra delle grandi? Spesso non se ne conosce nemmeno la posizione geografica...
Comincio io:

Vibo Valentia: Veip o Veipone, insediamento pre-ellenico; Hipponion (originariamente "Wipponion" prima della caduta del digamma iniziale), nome della colonia greca; Vibo Valentia in periodo romano; Monteleone dal periodo svevo al fascismo; Vibo Valentia;

La posizione

La posizione della città, adagiata sul dolce pendio di un colle assume una grande importanza strategica in ambito territoriale (vedi mappa satellitare). Importante crocevia sin dai tempi dell'antica Grecia e dell'impero romano, domina sia l'hinterland, sia la catena montuosa delle Serre, sia la zona marittima con il suo porto e le pregevoli stazioni turistiche. Crocevia di tutte le arterie di comunicazione, dalla A3 SA-RC alla linea ferroviaria ai collegamenti con l'aeroporto internazionale di Lamezia Terme fino al porto del quartiere marina.




La Storia
In principio fu un centro appartenente ai Bruzi che la denominarono Veip (da cui deriva "Vibo"), in seguito, fu colonia greca con il nome di Hipponion. Nel 192 a.C. i romani vi insediarono una colonia chiamandola Valentia e, successivamente, in epoca imperiale, Vibo Valentia. I bizantini provvidero a fortificarla ma i saraceni, verso il X secolo, la distrussero; Federico II di Svevia la ricostruì e ne cambiò il nome in "Monteleone" o "Monteleone di Calabria" che la città conservò fino al 1928, quando il ministro dei Lavori Pubblici Luigi Razza decretò di adottare nuovamente la denominazione romana di Vibo Valentia.
Già al tempo dei Greci prima e dei Romani poi, eletta Municipio, conobbe una sua centralità strategica e politica, tanto che ebbe l'onore di ospitare Giulio Cesare, Ottaviano e Cicerone, che la ricorda nelle sue lettere*. La costruzione della Via Popilia interessò la città che divenne un'importante stazione. La ricchezza di legname, fornito dall'entroterra, favorirà il sorgere presso il porto di industrie navali.
Fu una delle prime sedi episcopali, che Ruggero il Normanno trasferi nella sua Mileto.
Nell'ottocento i Francesi la elevarono a capoluogo della Calabria Ultra e da allora fino a pochi decenni addietro fiorirono tanti mestieri, il cui ricordo è nel nome di strade (Via Forgiari, Via Chitarrari, Via Argentaria, ecc.) e di istituzioni come il Real Collegio Vibonese (l'ancora esistente Convitto Filangieri e il teatro Comunale, demolito incautamente negli anni '60).
Sotto il Fascismo, per opera di Luigi Razza, giornalista, politico, deputato al Parlamento e Ministro dei Lavori Pubblici nel periodo fascista, che tra l'altro volle la costruzione del Palazzo del Municipio, eseguito in perfetto stile fascista, ebbe un grande rilancio nel campo dei lavori pubblici. Sfortunatamente non potè realizzare tutti i suoi progetti poiché morì in un incidente aereo in Egitto nel 1935. La città ne ha voluto onorare la memoria con un monumento, una statua bronzea, a figura intera, scolpita da F. Longo nel 1938, la quale si erge in Piazza Duomo su un alto piedistallo, sormontato da una stele recante in cima l'effigie marmorea della Vittoria alata. Un'altra effigie gli è stata riservata nel Palazzo del Municipio, a lui intitolato.
Nel 1993 con la realizzazione di un solenne monumento, la città ha inteso onorare la memoria di un altro suo illustre figlio, Michele Morelli, grande patriota e martire del risorgimento.

*Cicerone nelle sue lettere:
« Ipsis autem Velentinis ex tam Illustri Nobilique Municipio [..] »
« Ai delegati, poi, Valentini (di Vibo Valentia) uomini di così Illustre e Nobile Municipio [..] »
(Cic. Verr., V, 16)

Lo Stemma
Scudo partito d'oro e di rosso e al terzo superiore spaccato di azzurro. Nel primo a tre monti di verde, sul medio (quello centrale) più alto un leone rampante lampassato di rosso, di cui una metà di azzurro nel campo d'oro, e l'altra dello stesso nel campo di azzurro. Nel secondo ha due corna di amaltea (cornucopie) d'oro colme di frutta dello stesso e un'asta d'argento sostenente sull'estremità una civetta nel campo di azzurro. Scudo timbrato da corona ducale, con la dicitura in basso S.P.Q.V.

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Ultima modifica di §GoldenVirginia§; 11-30-2009 alle 07:24 PM.
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Vecchio 12-10-2009, 07:20 PM   #2
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Molto interessante Gold,non avevo mai visto questo post...cavolo,sinceramente,non pensavo avesse una storia così antica Vibo Valentia...
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Vecchio 12-11-2009, 05:49 PM   #3
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Alghero



Alghero(in catalano Alguer),(in sardo Alighera).Il suo nome ha un'origine incerta,si pensa venga da Aleguerium ossia:Luogo dell' Alga.E' posta sulla costa nord-occidentale della costa sarda.E' l'unica città,dove ancora insieme a Barcellona si parli il catalano.Buona parte della popolazione parla il sardoe l'agherese,incrocio fra sardo e catalano.

La Storia

Il territorio di Alghero inizia la sua storia circa 6000 anni fa durante il Neolitico e prosegue lungo le fasi della preistoria che hanno interessato tutta la Sardegna; la civiltà nuragica ha eretto qui numerosi monumenti, quali le necropoli ipogeiche di Santu Pedru e di Anghelu Ruju, e i villaggi nuragici di Palmavera e di Sant'Imbenia. I Fenici, durante il IX secolo a.C., avevano instaurato proprio qui uno dei più proficui porti commerciali, favoriti dalla conformazione della costa e dalla presenza di risorse, soprattutto acqua dolce. Del periodo romano Alghero conserva poche testimonianze, come la villa romana di Santa Imbenia, il santuario lustrale della Purissima e il ponte romano sullo stagno del Calich. Nel 2007, alle pendici di Monte Carru, collina adiacente la località "La Purissima", è venuta alla luce una necropoli con oltre 400 tombe databili tra il periodo repubblicano ed imperiale.

In passato Alghero ha subito diverse dominazioni che hanno influito profondamente sugli usi e costumi dei suoi abitanti, soprattutto per quanto riguarda la lingua, che mantiene la versione antica del catalano. Le origini della città vengono fatte risalire alla prima metà dell'XI secolo, anche se non ancora del tutto certe, con la fondazione del borgo vecchio da parte dei Doria, nobile famiglia genovese. In seguito, per la posizione strategica del borgo e per la presenza di una ricca falda acquifera sotterranea (di cui abbiamo ancora una testimonianza nei pozzi a cui si accede da alcune vecchie case del centro) furono numerosi i tentativi di impadronirsi della città: nel 1283 ci provarono i Pisani senza però riuscirvi, mentre nel 1353 venne conquistata dai catalani, guidati dal sovrano Pietro IV di Aragona il Cerimonioso, che popolò la città di catalani (alcuni sostengono fossero per la maggior parte graziati delle carceri spagnole e prostitute, ma questa tesi non ha per ora credito se non dalla stessa popolazione algherese); in quel periodo Alghero fu colpita da peste e carestia, e questo li costrinse alla resa. Nella seconda metà del XIV secolo, durante la crisi del Regno d'Aragona, Alghero rimase senza protezione, e questo diede modo alla Giudicessa Eleonora d'Arborea e a suo marito Brancaleone Doria di conquistare finalmente la città dopo anni di inutili tentativi. Nel 1492, a seguito dell'espulsione da Alghero della numerosa e ricchissima comunità ebraica, l'economia ricevette un duro colpo, a cui nel 1503 pose fine la bolla pontificia di Papa Giulio II. Nel 1541, l'imperatore Carlo V venne in visita accompagnato dall'ammiraglio Andrea Doria, constatando le qualità che la resero così appetibile nel passato, e coniando la famosa espressione "Estad todos caballeros"("Siate tutti cavalieri"). Nel 1652 Alghero fu colpita nuovamente dalla peste, portata nella città da una nave catalana. Alcuni algheresi emigrarono verso altre zone della regione sperando di salvarsi, ma ottennero l'effetto di diffondere in tutto il territorio la pestilenza, che colpì duramente la regione per ben quattro anni. Nel 1720 si instaurò infine il dominio di Casa Savoia, ma Alghero, oramai di cultura catalana, rimase restìa ai cambiamenti per renderla più consona al lignaggio della casa sabauda.

Durante la Seconda Guerra Mondiale Alghero e dintorni vennero bombardati, e il territorio fu occupato dalle truppe tedesche; la città riuscì comunque a risollevarsi, anche perché i danni, soprattutto per quanto riguarda la città vecchia, non furono ingenti. Una piccola nota riguarda il complesso di San Michele: molti algheresi, dopo aver perduto la propria abitazione durante i bombardamenti, vennero alloggiati nel collegio dei Gesuiti retrostante la chiesa, allora abbandonato: solo adesso, dopo anni di resistenza, il borgo sta per essere recuperato per essere trasformato in una corte artistica, ma le massicce opere di conversione del collegio in abitazioni hanno per sempre deturpato l'aspetto originale del palazzo, che ad un attento esame rivela ancora comunque tracce del suo passato.

Negli anni '60 la città visse, come del resto tutta Italia, un momento di forte ripresa, accompagnato però da una forte speculazione edilizia che ha sui bastioni nei pressi di Porta a mare uno degli esempi più eclatanti, insieme ad alcuni alberghi posti sul litorale algherese.

Nel 1986 Alghero, visse un periodo di grande successo mediatico, grazie alla famosa canzone omonima "Alghero" (1986) di Giuni Russo, che appunto, ha reso Alghero una città molto famosa.

Lo Stemma

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Vecchio 12-12-2009, 09:01 PM   #4
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Comunque bellissima storia Caio, ma quindi sei di Alghero o di Roma?
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Vecchio 12-13-2009, 12:39 AM   #5
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post davvero interessanti raga,complimenti!
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"[...]Il governo più arbitrario combinato con l'anarchia feudale e l'anarchia popolare;una legislazione stupefacente per ciò che prescrive e per ciò che fa indovinare,o racconta;un'ignoranza profonda,feroce,pretenziosa;delle classi con interessi e principi opposti[...]"(quadro polemico tracciato dal Manzoni per l'Italia del XVII sec. nella lett. a Fauriel del 1822,è cambiato qualcosa oggi???)
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Vecchio 12-13-2009, 01:22 AM   #6
NORMANNI Sir Beowulf
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GENOVA

Le origini della città di Genova sono antichissime e ancora oscure. Di certo si sa che fu fondata dai Liguri, popolazione costituita da famiglie isolate che si riunivano soltanto per difendersi dagli attacchi nemici. Il suo nome pare derivi dalla parola celtica genua, adito o entrata, in quanto sbocco sul mare e via d'accesso verso l'alta Italia e l'Europa centrale. La storia della città ha avuto inizio nel 205 a. C., anno in cui il cartaginese Magone, fratello di Annibale, la invase dal mare e la saccheggiò, distruggendola, a causa della sua amicizia con Roma. Due anni dopo furono proprio i Romani del pretore Spurio Lucrezio a portare a Genova 8000 lavoratori allo scopo di riedificare la città, ingrandirne il porto e dotarla di una cinta muraria di protezione. Per questo motivo Genova restò fedele a Roma e diventò il centro commerciale e marittimo della Liguria. Rimasta indipendente, anche dopo le invasioni barbariche, per aver offerto asilo politico ai profughi lombardi e al vescovo di Milano, Genova fu conquistata e distrutta dal longobardo Rotari nel 641 e in seguito (773) fece parte dell'impero di Carlo Magno, sempre godendo di notevoli privilegi. Normanni e Saraceni ebbero spesso mire sull'importante porto ligure, tanto che questi ultimi attaccarono la città in forze nel 934. Genova si difese con coraggio e scacciò gli invasori, i quali però, a due soli anni di distanza, raggiunsero la città con un flotta ancora più imponente, la attaccarono, la saccheggiarono e fecero numerosi prigionieri. I Genovesi non si diedero per vinti e inseguirono i Saraceni fino all'isola dell'Asinara, ritornando in possesso dei beni e liberando i prigionieri.
Per oltre sette secoli capitale dell'omonima repubblica, Genova è conosciuta con gli appellativi di Superba e Dominante dei mari. Affacciata sul Mar Ligure, la sua storia è legata alla marineria e al commercio. Il suo porto è tuttora il più importante d'Italia, nonché uno dei più grandi del Mediterraneo e d'Europa. Simbolo della città è proprio il suo faro, situato a fianco del porto antico e conosciuto come la Lanterna.
Culla del calcio, patria dei jeans, città natale dell'Inno di Mameli, vede nel 2006, una porzione del suo centro storico inclusa nel Patrimonio dell'umanità UNESCO
Genova e la Repubblica
La storia di Genova è la storia dei suoi abitanti che furono (o furono definiti), al tempo stesso, signori del mare, mercanti e guerrieri capaci, se del caso, di inaudita ferocia. Seppero dare vita, in epoca di dominanze, ad una propria repubblica, la Repubblica di Genova, nata dal libero comune, che si resse in otto secoli su diverse forme di governo: dalla forma consolare a quella dogale a quella, infine, oligarchica
Il detto - di autore anonimo - "Genuensis, ergo mercator", ossia "Genovese quindi mercante" - fu mirabile sintesi di quel mercanteggiare così famoso nel mondo sul quale i genovesi basarono un impero coloniale fondato su colonie oltremarine che andava dall'Iraq alle Canarie, dall'Inghilterra alla Palestina (raggiunta fin dalla prima crociata), racchiudendo nel proprio pugno tutto il mar Mediterraneo occidentale e il mar Nero, definito il Lago genovese, e tenendo testa quando non ponendo sotto il proprio controllo tre imperi: quello Svevo, quello Bizantino e quello Asburgico, del quale ultimo i genovesi controllavano l'economia ed il commercio. Caffa, Solcati, Tana, Chio, Focea, Metelino, Pera non sono che alcune fra le tante Genova che i mercanti della Superba fecero risplendere nei commerci.
Genova è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione perché è stata insignita della medaglia d'oro al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

STEMMA
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Vecchio 12-13-2009, 01:11 PM   #7
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Vecchio 12-16-2009, 09:23 AM   #8
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Meravigliosa discssione, tempo permettendo posterò la storia...uhm, metterò quella di Piacenza, che se metto quella del mio paesino ci sarebbe poco da raccontare.
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Vecchio 12-16-2009, 04:32 PM   #9
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Vicenza



Storia

Vicenza (Vicetia o Vicentia in latino, in dialetto veneto Vicensa) fu probabilmente fondata prima dagli Euganei e successivamente dai Paleoveneti attorno al II - III secolo a.C.
Successivamente fu dominata dai Galli fino al 157 a.C., anno in cui passò in mano ai Romani.
In quest'epoca divenne un importante crocevia nella via che collegava Mediolanum (Milano) ed Aquileia e, grazie al commercio che ne fruttava, iniziarono a costruirsi templi, ville, un grande teatro (il Teatro Berga, distrutto poi dai bombardamenti nella 2a Guerra Mondiale) ed un acquedotto.

Venne devastata dai barbari, ma risorse sotto il regno Ostrogoto di Teodorico per poi essere nuovamente massacrata dalla guerra tra Ostrogoti e Bizantini e finire nell'impero di questi ultimi.

Nel 568 venne presa dai Longobardi i quali la resero fiorente e la eressero a ducato, ma dopo venne conquistata dai Franchi.

Nell'899 venne devastata dagli Ungari e nel 1001 divenne principato vescovile, quindi mosse alcune guerre con le città vicine (la grande rivale era Padova).

Nel 1404 si consegnò spontaneamente alla Repubblica di Venezia e, fino alla fine della potenza della Serenissima, migliorò l'economia e sorsero i grandi edifici architettonici come la Basilica Palladiana o il Teatro Olimpico.
Venne candidata ad ospitare il Concilio di Trento ma venne scartata perché "troppo attaccata all'Impero".

Dopo la caduta di Napoleone (1815) Vicenza passò al Regno Lombardo-Veneto, stato satellite dell'Impero Austriaco.
La popolazione non era però felice del dominio asburgico e così nel 1848 i Vicentini insorsero presso Monte Berico, un'altura della provincia ove sorge il santuario della Madonna di Monte Berico.
Così la città prese parte alla guerra d'indipendenza e divenne parte del Regno d'Italia nel 1866.

Durante la 1a Guerra Mondiale si combattè molto nella provincia, specialmente nell'Altopiano di Asiago, come ci racconta il grande scrittore Emilio Lussu nel suo libro "Un anno sull'Altipiano.

La 2a Guerra Mondiale, invece, portò grande distruzione nella città a seguito dei bombardamenti degli Alleati e si contarono circa 2000 vittime civili ed il danneggiamento della Basilica Palladiana.

Dopo gli anni '50 si ebbe una forte crescita economica che portò Vicenza ad essere una delle più ricche città d'Italia.

Recentemente, il 15 Dicembre del 1994, la città è diventata patrimonio culturale UNESCO.

Stemma



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Nel 1969, con la potenza di calcolo di due Commodore 64, l'uomo arrivò sulla Luna.
Oggi, per far funzionare Windows Vista, serve almeno 1 GB di RAM ... ... Qualcosa deve essere andato storto!



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Bella storia Giorgio!Sei di Vicenza tu?
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